La Giornata Mondiale del Bambino Africano raccontata dai bambini africani

C’era una volta,

in un terreno lontano lontano nella punta meridionale del continente africano, dove l’Oceano Indiano incontra l’Oceano Atlantico, un gruppo di bambini innocenti che vivevano sotto un odioso e tirannico governo, in cui vigeva la segregazione razziale, per la quale il colore della pelle faceva la differenza.

I bambini neri erano gioviali, gioiosi, ambiziosi e speranzosi per un futuro migliore, proprio come qualsiasi altro bambino. Ma l’odioso governo aveva progettato un sistema spietato che aveva un solo scopo: perpetuare la disuguaglianza. Il loro diritto all’educazione fu represso, schiacciato, distorto e deformato, con l’obiettivo di tenerli imbrigliati nel circolo vizioso della povertà e dell’oppressione.

Fu progettato un sistema per limitare la possibilità di questi bambini di guardare le stelle e sperare in un futuro migliore, per tagliare le loro ali ancor prima che potessero tentare di volare. Inarrestabile nel suo piano malvagio, il governo stabilì che la lingua d’insegnamento per gli alunni neri fosse l’afrikaans (una lingua sviluppatasi dal vernacolo olandese dei coloni del XVII secolo), rendendo a tutti gli effetti inutile il sistema educativo nero. Usando questa lingua, i bambini neri non sarebbero mai stati in grado di competere in un Paese in cui l’inglese era la lingua ufficiale. Ma quando è troppo è troppo e i bambini dissero “No” all’oppressore.

Senza titoloIn una mattina qualunque, in una borgata denominata Soweto, il 16 giugno dell’anno 1976, circa 10.000 alunni organizzarono una marcia pacifica di protesta. Fu una marcia per la libertà, l’uguaglianza e la speranza. Con canzoni di protesta che riempivano l’aria, il calpestio dei piedi marcianti, cartelli agitati in aria e pugni di protesta, i bambini marciavano.

Come un branco di lupi che scendono su pecore innocenti, la polizia si scatenò sulla folla dei manifestanti. Non solo piombarono sulle loro speranze, ma le annientarono del tutto. Le calpestarono, le spararono, le arrestarono e le colpirono spietatamente con i manganelli, sordi alle loro urla di “Misericordia, misericordia…sono solo un bambino”.

Quando le pistole tacquero, più di cento piccoli innocenti erano stati massacrati. Madri e padri erano inconsolabili nel loro dolore per i loro bambini assassinati, la nazione sudafricana era scossa da tale brutalità, il mondo era sconvolto.

L’inimmaginabile era accaduto e il mondo se lo ricorda ancora.

Come dovremmo ricordare un sacrificio del genere? Celebrando con gioia e divertimento. Ogni anno, dal 1991, il mondo ricorda questo giorno non con tristezza, ma con gioia e bambini sorridenti.

arrival_at_matsangoni_primaryAmref ha partecipato con entusiasmo alle celebrazioni della Contea di Kilifi. Alle 5:40 la squadra di Jilore è partita per recarsi al punto di ritrovo a Malindi, sotto l’occhio vigile del loro insegnante. L’autobus è partito alle 8:00 da Malindi. Le squadre di Msabaha, Mbarakachembe, Gahaleni, Mkaomoto, Mijomboni e Mida sono state raccolte lungo l’autostrada Malindi-Mombasa. Ogni scuola è stata rappresentata da due Piccoli Ambasciatori, un ragazzo e una ragazza, e il loro insegnante. Alle 9.30 l’autobus carico di bambini eccitati è arrivato sul luogo dell’evento.

little_ambassadors_holding_the_amref_team's_bannerAlle 11.15 era tutto pronto per la marcia e la folla di allievi si accalcava contro la linea di partenza, come onde del mare che senza sosta si abbattono sulla riva. I bambini sono partiti e hanno marciato con entusiasmo.

brunch_moment_of_blissAlle 12.30 gli stomaci degli allievi hanno cominciato a brontolare dalla fame: ogni bambino ha ricevuto una mezza pagnotta di pane, un cartone di latte, una bibita gassata e una bottiglia d’acqua. “Questa volta li avete veramente viziati!”, ha commentato un insegnante. Gli alunni hanno gustato il loro pranzo sotto l’ombra di alcuni alberi, socializzando con i coetanei delle altre scuole. Dopo pranzo, gli allievi hanno goduto di giochi, canzoni e spettacoli.

Alle 15.30, gli allievi sono saliti di nuovo sul bus e hanno cantato fino a Malindi. Nessuno sa come sono partite le canzoni, ma tutti si sono uniti per esprimere la loro gioia.

Questo è stato un giorno che per sempre sarà caro ai Piccoli Ambasciatori, una giornata indimenticabile. Il mondo ricorda, Amref ricorda e onora la Giornata Mondiale del Bambino Africano.

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