RAZZISMO, LA SFIDA DI SILVIA A TORINO. BAGNI E LUCE, QUELLE DI ISABELLE IN KENYA

scuola-Africa-Italia“Bisogna scuotere le anime per dire no al razzismo” dice Silvia di Torino. Intanto Marceline, dalla costa del Kenya “la scuola era in una situazione disastrosa, non aveva neppure una singola toilette. Oggi quella scuola ha educato ragazze che occupano dei posti di rilievo”. Giobbe Covatta, racconta nel suo viaggio – sesto episodio video – come la scuola sia “attrazione vitale”, in molte parti dell’Africa.

“Bisogna scuotere le anime”, dice Silvia con voce ferma e determinata, ma al contempo rassicurante e calda, come quella di una madre. Lo dice e si riferisce ai suoi bimbi, quelli a cui – da quasi 30 anni ormai- insegna, con la stessa passione del primo giorno. Maestra della scuola elementare del Circolo Didattico Gobetti di Torino, Silvia Brizio è una delle tante rappresentanti del corpo docente italiano che hanno deciso di abbracciare il progetto di Amref “Link to school”, una iniziativa di gemellaggio didattico tra scuole italiane e scuole del Kenya, che solo nel 2016 ha coinvolto in Italia 300 classi e oltre 100 scuole.
“Quello dell’infanzia pensiamo che sia il momento più importante nella vita di ogni individuo- racconta Silvia-. L’educazione alla cittadinanza globale è fondamentale, in primo luogo per la multi-cultura presente attualmente nelle scuole. Nella nostra scuola, per esempio, abbiamo anche bambini che arrivano da zone difficili”. 
E di giovani alunni con cittadinanza non italiana nelle classi della penisola se ne contano quasi 815 mila, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado. Sono il 9,2% del totale della popolazione scolastica ( dati MIUR).

Non è un caso, dunque, se la nuova edizione del progetto di Amref, prima organizzazione sanitaria africana, sarà dedicata ai temi del viaggio e dei confini, dell’identità e dell’alterità. “Voci di confine, la globalizzazione vista dai confini e dalle periferie” è il titolo del percorso che gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado, saranno invitati a seguire assieme ai loro insegnanti.
“Purtroppo è dilagante all’interno della società una cultura sbagliata, che passa spesso anche attraverso i telegiornali, che tendono a spaventare e a dare una visione negativa dell”altro, di chi viene da altri Paesi.” Un trend confermato anche tra le mura scolastiche. “Ci sono bambini nella cui testa vengono instillati dei forti preconcetti. Abbiamo esempi di diversi genitori con grossi problemi di razzismo , che hanno trasmesso la loro visione ai figli. Questi bambini si sentono autorizzati e in grado di giudicare la diversità. Il nostro ruolo è quello di fornire un punto di vista alternativo, strumenti di confronto. Più si parte da piccoli, più si aiuta a prevenire anche un’altra piaga, il bullismo”.

Oltre il Mediterraneo altri insegnanti si trovano ad affrontare sfide diverse ma pur sempre rivolte al futuro, alla creazione di cittadini consapevoli e responsabili. Madam Nyevu e Mr. Abdallah Chai si sforzano ogni giorno per fare in modo che i ragazzi a cui insegnano possano studiare in un ambiente sano, che le ragazze non abbandonino la scuola per diventare madri o mogli, che gli adolescenti di oggi possano un giorno giocare un ruolo determinante nello sviluppo del loro Paese. “Sono felice di riportare che diverse studentesse che abbiamo educato dal 2000 ad oggi sono diventate donne molto importanti in grandi aziende”, racconta con soddisfazione Madame Nyevu. “Le scuole oggi sono letteralmente invase dai bambini grazie al progetto di Amref.” sottolinea Mr Chai, “Adesso i bambini sono attratti verso la scuola perché le classi sono migliori; prima erano costretti a fare lezione sotto gli alberi e molti di loro finivano con l’abbandonare la scuola”.Amref ha incontrato questi tenaci insegnanti assieme al suo storico testimonial Giobbe Covatta e a loro è dedicata la puntata numero 6 della web serie Africa, per noi non Sei Zero. In viaggio con Giobbe Covatta.

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