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Il progetto di Amref mi piace sempre molto perché è un gemellaggio con il Kenya e quindi è uno scambio di idee tra bambini di paesi diversi. Secondo me abbiamo da imparare gli uni dagli altri e questo è un modo per dimostrarlo. Inoltre penso che serva anche a testimoniare che nonstante le diversità, che comunque ci sono ma rendono il mondo più bello, possiamo andare tutti d'accordo ed essere tutti amici!

Maria, VA scuola primaria De Amicis di Broni

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Gli studenti del Liceo Scientifico Faravelli di Broni hanno avuto la possibilità di incontrare Atai Walimohammad, un migrante di origine afgana che lavora in Italia come mediatore culturale presso il CAS del Comune di Zavattarello.

"Siamo stati testimoni della sua perseveranza e della sua determinazione, doti che gli sono state indispensabili per la sua lotta per la sopravvivenza e per la realizzazione del sogno di diventare uno psichiatra.

Il suo è stato un viaggio che, come lui stesso afferma, fin dalla nascita è stato difficile a causa delle circostanze in cui si è venuto a trovare, che lo hanno obbligato ad assistere alla scomparsa prematura di amici e parenti, gli hanno impedito di vivere la propria infanzia come ogni bambino dovrebbe fare e lo hanno spinto a fuggire da quegli orrori. Si tratta di orrori che risulta arduo immaginare, anche per le menti più fantasiose e che, anche solo come racconto, impressionano terribilmente anche gli ascoltatori più cinici.

Degno d’ammirazione è stato soprattutto l’atto di mettersi in gioco come essere umano e di mettere in gioco la propria vita senza dubbi o ripensamenti; un gesto che richiede un’enorme dose di coraggio da impiegare per portare a termine il proprio viaggio, perché è in ogni caso meglio morire liberi che vivere da schiavi.

Riteniamo che questa esperienza ci abbia formato molto come persone e come cittadini del mondo, permettendoci di capire le incredibili difficoltà che ogni giorno interessano nazioni che vivono in una realtà diversa dalla nostra e, allo stesso tempo, di quanto queste realtà siano in grado di temprare la volontà di un individuo che, unicamente per mezzo della propria forza d’animo, può superare anche situazioni di incredibile difficoltà, come è successo a Wali che, per riuscire a fuggire dall'Afghanistan, è stato costretto a viaggiare clandestinamente, in condizioni estreme, sostenuto solo dalla insopprimibile esigenza di lottare per i propri valori.

Eppure basterebbero pochi “ingredienti” per risolvere i gravi problemi interni di molte aree di tensione del nostro mondo: organizzazione, dialogo, sensibilità e solidarietà, ingredienti che noi, gente civile e istruita, sosteniamo di possedere e di saper impiegare nelle giuste dosi; eppure, basta guardare al di là del nostro naso per capire che le nostre convinzioni non si spingono poi molto oltre i nostri rigidi confini che, oltre a delimitare il nostro territorio, finiscono per limitare la nostra umanità."

Luca Castellano & Andrea Mazzocchi, liceo scientifico Faravelli di Broni

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Siamo venuti a conoscenza del progetto proposto da Amref quest’anno, a seguito dell’informativa del MIUR e abbiamo aderito con entusiasmo. Il progetto “Link to school” ha coinvolto molto i bambini della classe 4A della scuola Primaria E. Vernazza di Genova dell’I.C. Sturla, sia per i valori sottesi sia per la modalità di lavoro attuate. La classe, che aveva appena lavorato sul film documentario “Vado a scuola”, nel quale uno dei personaggi è proprio un bambino keniota, ha dimostrato subito interesse ad approfondire.

Il progetto ha consentito di verificare attraverso le foto e i filmati messi a disposizione, una conoscenza precedentemente appresa, con quella di una realtà “quotidiana, vera e genuina”, molto diversa da quella vissuta e percepita dai bambini di oggi, resa talvolta anche “falsa e ambigua” dalle immagini diffuse dai media che ormai investono i ragazzi di tutte le età.

L’attività di ricerca, di discussione e confronto ha preso così forma ed è stata condotta partendo dall’analisi e descrizione dei territori (Africa, Europa, Italia e Kenya), delle città, delle abitudini, delle case, delle scuole di provenienza, attraverso il lavoro di gruppo e quello individuale, entusiasmando ed impegnando moltissimo tutti i partecipanti.

L’attività realizzata ha così evidenziato “diversità” legate al territorio e alla cultura, in parte già presenti nei disegni prodotti per il “Viaggio immaginario in Kenya” e ha sottolineato l’importanza dei diritti che devono essere uguali per tutti, indipendentemente dalle coordinate geografiche del paese in cui si nasce e si vive.

I lavori avviati hanno stimolato i bambini, che hanno posto molte domande e si sono interrogati su come i compagni kenioti potessero non sentire la mancanza di determinate attività, per lo più ludiche, oppure la necessità di alcuni aspetti di vita a cui i nostri alunni sono abituati riguardo a giochi, ambienti etc.

Tale compito ha contribuito a sensibilizzare gli alunni sull’importanza di tematiche vicine anche a loro, come ad esempio l’acqua, risorsa non facilmente reperibile in tutti paesi e li ha resi più consapevoli dell’importanza del rispetto, “a 360 gradi” nei confronti di persone, cose, ambiente.

Un altro aspetto rilevante su cui si è discusso è stato come la conoscenza e l’istruzione siano un diritto fondamentale per capire gli altri e il mondo che ci circonda. La società in cui viviamo pare abbia dimenticato o smarrito il faticoso e lungo cammino che è stato necessario percorrere per ottenere diritti che oggi invece vengono dati per scontati o sviliti, come ad esempio il diritto all’istruzione, alla salute, a condizioni di vita decorose, disporre liberamente di risorse essenziali alla vita, come appunto l’acqua. Le attività del progetto hanno offerto l’opportunità di far riflettere, di ragionare e riconsiderare il valore intrinseco di questi indispensabili diritti.

I bambini infatti hanno realizzato che lo studio non è solo un dovere, come viene percepito a volte da alcuni, ma un diritto fondamentale, che è acquisito solo in alcuni paesi, per altri invece, rappresenta qualcosa da raggiungere con fatica, determinazione e talvolta per scelta personale, in altri, ancora oggi, occorre perfino lottare per averlo.

Continueremo a lavorare e ad approfondire le tematiche e i valori emersi durante l’attività, poiché consolidarli significa guidare il bambino verso una crescita personale così che possa, un giorno, diventare un cittadino attivo e responsabile.

 

Classe 4A Scuola Primaria E. Vernazza Istituto Comprensivo Sturla - Genova

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