20-02-2017

DA NIUMBA AD ACCUMOLI, NEI PANNI DELL'ALTRO

Copia di 20170210_120210Carissimi alunni e insegnanti,

vogliamo condividere con voi la bellissima attività che, grazie al preziosissimo supporto del centro socio-culturale Cascina Roccafranca e della loro educatrice Elena, abbiamo potuto svolgere nella scuola primaria F. Mazzarello di Torino. In una giornata qualunque, nelle vesti degli abitanti di Niumba, un piccolo villaggio kenyota molto povero, e di Accumoli, un paesino italiano colpito da un violentissimo terremoto la scorsa estate, i bambini si sono riuniti per decidere come migliorare le loro realtà.

Copia di IMG-20170210-WA0007-1C'erano proprio tutti: il capo villaggio Masai e il sindaco di Accumoli, i contadini, gli allevatori, i commercianti, i dottori,  gli insegnanti e alcuni studenti. "Abbiamo bisogno di un ospedale!”, urlavano i dottori. “Ci serve una scuola sicura e a misura di bambino!”, rispondevano gli insegnanti. “Dobbiamo costruire le stalle per riparare il bestiame!”, dicevano gli allevatori. "Vogliamo delle aree in cui giocare!", gridavano i bambini. “Abbiamo bisogno di tubi per bagnare i campi e di trattori per lavorarci!”, gridavano i contadini. Discutendo, gli abitanti di due realtà così lontane si sono resi conto di quanto, invece, fossero incredibilmente vicini. Salim, un bambino del villaggio masai ed Elisa, una bambina del paese di Accumoli, osservavano la scena e pensavano: "Abbiamo tutti gli stessi bisogni, ovunque tu viva!" E poi si domandavano: “Chi avrà ragione? Tutti hanno ragione, ma con i pochi soldi che abbiamo non si riuscirà mai a decidere”.

I bambini, da veri e propri abitanti del villaggio di Niumba e del paese di Accumoli, hanno continuato a discutere per un po' finché non hanno realizzato che l'unica cosa che conta davvero è avere il diritto a decidere insieme cosa fare per poter stare davvero tutti bene.

 

Un grazie di cuore a Cascina Roccafranca, a Elena e a tutto il nostro gruppo locale di Torino per questa bella opportunità.

Un grazie di cuore alle scuole di Torino e a tutti i suoi magnifici alunni per essersi messi in gioco.