08-02-2011

Fiocco blu per Mamma Africa: nasce un nuovo stato, il Sud Sudan!

A partire dal 9 gennaio 2011 gli occhi del mondo sono puntati sul più grande stato del continente africano. Si è svolto infatti il  referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan, voluto a seguito della firma nel 2005 dell’accordo di pace con il quale si è posta fine alla guerra civile che proseguiva da vent’anni tra il nord e il sud del paese. I risultati ufficiali del voto sono stati proclamati ieri e il 98,83% della popolazione ha votato per l’indipendenza.

Si tratta di una svolta epocale! Per la prima volta dal 1898 3.5 milioni di persone hanno potuto esprimere la propria preferenza e decidere del proprio futuro in un clima che le varie agenzie ONU, inviate nel paese per l’occasione, hanno definito di trasparenza e democraticità. Attraverso questo voto il Sud Sudan potrebbe così divenire, a partire dal 9 luglio 2011 (giorno scelto per la proclamazione dell’indipendenza) il 54° stato dell’Africa, e il 193° a livello mondiale.

Uno stato che però ancora prima di nascere va già a sommarsi alla lunga lista dei paesi più poveri al mondo. La popolazione sudanese sopravvive con meno di 60 centesimi di Euro al giorno, più di 3 adulti su 4 sono analfabeti, il 48 per cento dei bambini sotto i cinque anni è malnutrito, solo uno su quattro è vaccinato contro il morbillo e  soltanto il cinque per cento dei parti è seguito da staff specialistico, tanto che per una giovane donna è più facile morire di parto che terminare le scuole elementari. Un paese che, inoltre, nei prossimi mesi dovrà spartirsi con Khartoum, la capitale del Sudan, il grosso peso del debito estero internazionale, e con essa cercare di risolvere, per garantire una pace duratura, tutte le questioni rimaste irrisolte dopo la firma dell’accordo di pace del 2005 (demarcazione dei confini nella regione dell’Abey, gestione dei pozzi petroliferi geograficamente parlando situati a sud ma di fatto controllati dal governo di Khartoum, utilizzo delle acque del Nilo la cui gestione è oggi disciplinata da un accordo internazionale che privilegia l’Egitto ma che già da qualche anno gli altri stati vogliono rinegoziare).

In questo scenario si inserisce il progetto “Maridi National Health Training Institute” di AMREF Italia. L’intervento nasce da un progetto preesistente, il Programma di Formazione Professionale per Assistenti Medici avviato nel 1997 da un consorzio di agenzie internazionali coordinate dall’UNICEF. AMREF è impegnata nel paese dal 1998 con un progetto di natura sanitaria il cui obiettivo principale è la ricostruzione e riabilitazione del sistema sanitario del Sud Sudan, distrutto dalla lunga guerra civile, al fine di promuovere un miglioramento permanente della salute e della qualità della vita della popolazione. Grazie al supporto dell’Istituto Nazionale di Formazione Sanitaria di Maridi di AMREF, l’unica scuola di formazione per assistenti medici e ostetriche in tutto il Sud Sudan, dall’inizio dei corsi di formazione si sono diplomati circa 300 assistenti medici, più del 70% di tutti quelli attualmente presenti nel Paese.

AMREF è oggi inoltre coinvolta nel sostegno dei circa 180,000 sudanesi che in questi mesi dal nord del paese (o dagli stati confinanti) hanno deciso di trasferirsi nuovamente al sud per esprimere il loro diritto di voto. Persone spinte dall’euforia del momento storico, che hanno deciso di vendere tutto ciò che possedevano per tornare nel sud del paese, da dove erano fuggiti durante il conflitto. Oggi però si ritrovano in una condizione di sfollati e l’impegno di AMREF nei prossimi mesi sarà quello di garantire loro l’assistenza socio-sanitaria di base e un alloggio, con la consapevolezza però che il loro ritorno nelle aree rurali segnate dalla povertà non sarà per nulla facile.

Guarda la galleria fotografica di AMREF in Sud Sudan.

Contattaci per sostenere il progetto con la tua scuola.

Fonti: AMREF - www.amref.it  / Annual report 2010 Maridi BBC news - www.bbc.co.uk Gurtong site - www.gurtong.net Chicagotribune - www.chicagotribune.com La repubblica - www.repubblica.it