19-01-2011

Malkia Theatre: la residenza di un gruppo di ragazze e ragazzi kenyoti in Italia, dalle strade di Nairobi alla scena di Milano.

Hannah, Salome Wanja, Ruth, Grace, Monica, Beryl, Racheal, Elizabeth, Simon, Anthony, Alex, Caroline, Joe, Grace Muthoni, Grace Wamaitha, Doreen, Salome: le ragazze e i ragazzi protagonisti dello spettacolo teatrale “Il Cerchio di Gesso”, andato in scena a Milano nei giorni scorsi. Un successo di pubblico, che ha apprezzato e applaudito il gruppo di Nairobi salito sul palco per raccontare la storia della serva Grusha e del bambino della Regina (Malkia in swahili), affidatole per 4 lunghi anni allo scoppio di una guerra, e reclamato dalla madre naturale per una mera questione di eredità al termine del conflitto. Uno spettacolo teatrale che è il risultato di cinque anni di percorso formativo e sociale all’interno del progetto Children in Need di AMREF a Nairobi. Il teatro è diventato per le ragazze del gruppo Malkia occasione per cambiare l’immagine di sé, prendere la parola, acquisire consapevolezza dei propri diritti.

Mettere in luce i diritti delle adolescenti in situazioni difficili, come quella da cui provengono le ragazze del Malkia Group, le baraccopoli di Nairobi, è uno degli obiettivi del progetto. Due rappresentazioni teatrali mattutine sono state dedicate a scuole medie e superiori, per sensibilizzare le giovani generazioni italiane sui temi proposti e stimolare un confronto con realtà spesso percepite lontane. Le classi partecipanti agli spettacoli sono state coinvolte in un ciclo di incontri a scuola, condotti dallo staff di Educazione allo Sviluppo di AMREF tra i mesi di ottobre e dicembre, per preparare gli studenti alla visione dello spettacolo e guidarli nella conoscenza del progetto.

Alta è stata la partecipazione al progetto, 600 presenze tra studenti e docenti nell’ambito delle due matinée, e l’emozione dei ragazzi del Malkia Group, che hanno esordito a Milano proprio di fronte al pubblico delle scolaresche.

Il 13 gennaio, a seguito dello spettacolo, alcune classi si sono fermate a teatro per incontrare il gruppo di Nairobi e fare alcune domande. Di seguito alcuni quesiti interessanti a cui i ragazzi hanno risposto. Al confronto ha partecipato anche un gruppo di donne rifugiate politiche provenienti da Kenya, Somalia, Darfur, Costa d’Avorio, per l’Associazione Farsi Prossimo.

Studente: Come vedete l’Europa? Monica (gruppo Malkia): in Europa alle persone piace il teatro. Alex (gruppo Malkia): in Kenya non è così, agli studenti e ai giovani piace di più andare a ballare, la danza. In Europa, nel salire sul palco come attori, ci sentiamo come se avessimo fatto qualcosa di grande perché vediamo il pubblico e gli studenti molto soddisfatti del nostro lavoro.

Docente Liceo Berchet: Le scelte relative allo spettacolo vengono concordate tra regia, artisti e gruppo? Letizia Quintavalla (Regista): Il lavoro da fare è lungo, bisogna anzitutto definire il gruppo e renderlo unito, omogeneo. Poi si lavora sul tema, lo si sceglie. In questo caso, con le ragazze e i ragazzi del Malkia Group, la scelta è ricaduta sul tema della maternità, molto sentito e condiviso da tutto il gruppo. In seguito bisogna studiare: ai ragazzi sono stati proposti i film di Charlie Chaplin, di Truffaut, di registi africani che hanno affrontato questioni come la circoncisione femminile e la ritualità dei matrimoni africani. In sostanza gli artisti che hanno seguito e preparato il gruppo hanno fatto delle proposte, ma è il gruppo a decidere. Ad esempio il personaggio della serva Grusha non è stato affidato immediatamente a Racheal; altre ragazze hanno provato il ruolo, finché non è parso chiaro a tutti che Racheal era perfetta per quella parte. Si tratta di un lavoro faticoso, ma siamo qui per fare cose faticose, perché è questo a dare la forza di affrontare la vita.

Gruppo Malkia al pubblico: cosa vi è rimasto dello spettacolo? Donna Keniota: il problema non è far nascere un bambino, ma crescerlo. Studentessa: Spesso le cose appartengono a chi non se ne prende cura.

Studente: Com’è cambiata la vostra vita attraverso questa esperienza? Alex (gruppo Malkia): Se penso al luogo da dove sono venuto, la strada, dove stai seduto e non c’è nulla da fare.. Anthony (gruppo Malkia): Io prima del teatro non riuscivo a stare di fronte alle persone e a parlare in pubblico. Beryl (gruppo Malkia): Questo percorso teatrale mi ha lasciato un cuore aperto e disposto a incontrare qualcuno e a dargli una mano. Il personaggio di Grusha mi ha insegnato che quando fai qualcosa per qualcuno e lo fai con tutto il cuore non ci sono rimorsi, come dice Brecht “Terribile è la tentazione della bontà”. Docente Istituto Vanoni: Penso che progetti come questo valorizzino i giovani nella loro capacità di seminare per il futuro. Attraverso gli adolescenti si può ridare speranza al futuro, quella speranza che manca nel mondo degli adulti.

Studente: Perché nel video-documentario sul progetto Malkia viene mostrata una parte del training in cui le ragazze si esercitano a dire “no”, ognuna a modo suo? Shiro (gruppo Malkia): Il training è servito anche per imparare a dire “no”, per una donna in una cultura maschilista come quella keniota.

Si ringraziano per la partecipazione e il sostegno al progetto i docenti e gli studenti delle scuole: Scuola Media Martinengo – Milano Scuola Media Cattaneo – Lodi Scuola Media Falcone Borsellino – Milano Liceo Classico Berchet – Milano Liceo Artistico Brera – Milano Istituto Alberghiero Carlo Porta – Milano Scuola Media Verdi – Milano Istituto d’Istruzione Superiore Vanoni – Como